Funeral 4.0 – La cerimonia personalizzata per il XXI secolo

La cerimonia funebre personalizzata per il XXI secolo, il nuovo concetto di cerimonia funebre

Per la prima volta in Italia, un progetto cinematografico innovativo, perchè in fondo, imparare a morire è il primo modo per iniziare a vivere...!

Biemme Special Cars, in occasione del Tanexpo che si è tenuto Bologna nei giorni 5, 6 e 7 aprile 2018 ha presentato un film cortometraggio, unico nel suo genere, proponendo un inedito format incentrato sulla celebrazione del rito funebre.

Con la realizzazione del cortometraggio “Funeral 4.0” Biemme Special Cars ha voluto riflettere sull’aspetto socio culturale della morte e sulla sua celebrazione ai nostri giorni. Da sempre gli avvenimenti significativi nella vita degli uomini sono stati accompagnati e segnati dalle cerimonie. Davanti all’evento luttuoso esprimere il proprio senso di dolore e di perdita, condividendolo con gli altri viene generalmente considerato il primo e necessario passo verso l’elaborazione del lutto, e il rito funebre costituisce tale momento. Ma in un epoca dove il “qui e ora’” e l’”apparire più che essere” hanno acquisito una rilevanza fondamentale, il fenomeno morte non fa più parte degli eventi naturali della vita, esso al contrario è tenuto sempre più ai margini dell’immaginario collettivo. Anche il momento della sua celebrazione, il rito funebre, è vissuto come qualcosa che viene a turbare l’edonismo quotidiano e che merita quindi, in un’ottica quasi negazionista, di essere trattato come una incombenza sgradevole da espletare quanto prima.

A tutto questo si aggiunge la mancanza di alternative per chi voglia celebrare un funerale laico, in una società come quella contemporanea che invece è sempre più multietnica e globale, credente, ma anche laica, dove la domanda di funerali non-religiosi è in continua crescita.

Biemme Special Cars ha sentito quindi la necessità di provare a rispondere a questi problemi, di riportare la morte in una visione di dimensione umana che possa far parte delle esperienze di vita delle persone, di rivisitarla e rivestirla di un accezione anche e perché no “positiva”, la morte come momento di rinascita e di passaggio ad un piano di esistenza diverso e migliore, la morte come punto di arrivo dell’esistenza umana per chi non crede, ma comunque come l’ultimo momento in cui celebrare, omaggiare e raccontare un nostro caro, e rendergli quegli onori che, magari in questa vita ormai frenetica e caotica non abbiamo avuto mai il tempo di fargli.

Si è iniziato cosi a pensare ad un nuovo concetto di cerimonia funebre, che potesse essere “positiva” ma anche “globale”, ovvero ad un format nuovo capace di rispondere alle esigenze sia di una persona laica, ma anche e perche nò di una persona religiosa, ma soprattutto una cerimonia funebre che fosse più “personale”, ovvero pensata e creata in base ai gusti, alla personalità e alla sensibilità del defunto e della sua famiglia, una cerimonia capace quindi di raccontarlo e ricordarlo in un modo nuovo, personalizzato e non convenzionale, una cerimonia che diventasse un momento di intimità collettiva dall’atmosfera calda e familiare, dove poter condividere il dolore, ma anche il ricordo positivo dei momenti belli, una cerimonia che potesse diventare quindi un momento sociale di condivisione e di celebrazione di un nostro caro e attraverso di essa quindi anche un momento di “elaborazione collettiva del lutto”.

Si è pensato quindi a quale potesse essere la location ideale come degna cornice per rappresentare tutto questo, e la si è individuata in un antica villa italiana. Una villa antica perché luogo affascinante ed elegante, perché ponte tra il passato ed il futuro,  perché simbolo di eterna bellezza, in grado di vincere il tempo, come lo spirito degli uomini e come i ricordi che di essi portiamo nei nostri cuori.

In questo cortometraggio del regista Federico Fabiano, non si è però avuto la presunzione di voler rappresentare nei dettagli ciò che Biemme Special Cars a voluto battezzare come  La  Cerimonia funebre personalizzata”,  non si è voluto creare un cortometraggio descrittivo che la rappresentasse nei dettagli, poiché una Cerimonia funebre personalizzata, in quanto tale, deve essere unica e appunto personale, quindi diversa da ogni altra; si è invece voluto inserire i due capisaldi  su cui si vuole fondare questo nuovo format e li si è volutamente rappresentati, ovvero:

  • una villa antica come location, perché luogo raffinato, unico e distintivo, ideale sia per celebrare un rito funebre non religioso, ma anche e perche nò, per celebrare un rito funebre religioso diverso, originale e distintivo.
  • il ricevimento, perché momento sociale e di condivisione positiva di ricordo del defunto, momento per raccontarlo, riviverlo, celebrarlo, tutti assieme, momento dove sia possibile la trasformazione del defunto in un esempio di valori universali condivisi che esso rappresentava e che è necessario riaffermare per rifondare il gruppo e tornare a vivere rievocandoli attraverso alcuni suoi momenti di vita.

E quale miglior strumento se non le immagine e la moderna tecnologia digitale per farlo!?

Oggi viviamo nell’ era dell’immagine e della cultura visuale, dove il mondo è un grande palcoscenico in cui apparire, paradossalmente però nella celebrazione di un rito funebre la rappresentazione e celebrazione attraverso l’utilizzo di immagini è del tutto assente, al contrario di quanto invece avveniva nei riti funebri di molti popoli antichi, i quali avevano l’usanza e consuetudine di celebrare il rito funebre con immagini e dipinti  raffiguranti momenti di vita del defunto, le quali venivano poi messe dentro le tombe, per essere di buon auspicio nell’ accompagnare il defunto nel viaggio del trapasso.

Consapevolizzato questo paradosso contemporaneo si è voluto quindi pensare ad una cerimonia funebre in cui l’immagine tornasse ad avere un ruolo nella sua celebrazione e la tecnologia digitale ne fosse il suo strumento; un ruolo che ha il suo senso e la sua dimensione all’interno del rito funebre e del ricevimento, che grazie ad immagini rappresentanti momenti di vita del defunto, diventa un momento in cui riviverlo, raccontarlo e celebrarlo, un momento quindi, di condivisione positiva del ricordo, poiché nel momento in cui si ricorda chi la persona scomparsa è stata per i superstiti, si  prende atto del valore della perdita, si esplicita il perché quella persona fosse così importante, ciò e che cosa essa rappresentava e soprattutto che cosa rappresenterà d’ora in poi per i superstiti. Il fatto che ciò avvenga nel momento rituale e quindi nel suo ricevimento è fondamentale per più motivi: questo processo diventa rappresentazione e scelta comune, dunque, intorno a questa scelta, si coagulerà il nuovo sentire del gruppo, la sua nuova costituzione ideale, la riaffermazione della sua coesione.

Compito riuscito del cortometraggio è stato quello di raccogliere tutte queste suggestioni e trasferirle in video mediante uno storytelling leggero ed efficace, in grado di interpretare al meglio questa volontà di rilettura contemporanea della cerimonia funebre evidenziandone gli aspetti più umani e toccanti ed esaltando insieme la maestosità e l’importanza restituite al rito, in un momento storico dove assistiamo ad un veloce processo di cambiamento, in una società sempre più multietnica, globale e laica, imparare a gestire la rivoluzione in atto è una sfida ma anche una risorsa, adeguare quindi la professione funebre cogliendo tutte le possibilità che questo cambiamento offre è quindi quanto mai fondamentale.

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